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Inaugurazione del Textile Hub a Prato
Energia & Politiche

Inaugurato a Prato il Textile Hub da 31,3 milioni: un passo verso il riciclo sostenibile

admin - - 2 min lettura

In Breve

Qual è l'obiettivo del Textile Hub di Prato?
Il Textile Hub di Prato mira alla selezione e al recupero dei materiali tessili per produrre materia prima secondaria.
Quante tonnellate di rifiuti tessili può trattare l'impianto?
L'impianto può trattare fino a 33.000 tonnellate di rifiuti tessili all'anno.
Quali tecnologie vengono utilizzate nel hub?
L'impianto utilizza tecnologie di riconoscimento a infrarossi NIR e un sistema di intelligenza artificiale chiamato Fiber-Sort.

Il settore tessile italiano compie un significativo passo avanti verso la sostenibilità con l’inaugurazione del nuovo Textile Hub a Prato, realizzato da Plures con un investimento di 31,3 milioni di euro. Questo impianto all’avanguardia è progettato per la selezione e il recupero dei materiali tessili, mirando a trasformare i rifiuti in materia prima secondaria.

Con una capacità di trattamento di 33.000 tonnellate di rifiuti tessili all’anno, il hub si propone di gestire 20.000 tonnellate provenienti dalla raccolta post-consumo, attraverso cassonetti, ritiri a domicilio ed ecocentri, e 13.000 tonnellate di scarti pre-consumo dalle filiere produttive. A pieno regime, l’impianto impiegherà 50 addetti su due turni, di cui circa 40 saranno coinvolti nella cernita semiautomatica dei capi, distinguendoli tra riutilizzabili e riciclabili.

I capi ancora utilizzabili verranno sanificati e destinati al riuso, mentre quelli non idonei per il mercato saranno separati per composizione e colore, sottoposti a pre-sfilacciatura e avviati al riciclo meccanico. Plures stima che circa il 60% dei materiali post-consumo potrà essere riutilizzato, mentre il restante 40% sarà destinato alla selezione delle fibre per il riciclo.

Una delle innovazioni chiave dell’impianto è l’integrazione di tecnologie avanzate, tra cui un sistema di riconoscimento a infrarossi NIR per identificare composizione e colore e un sistema di intelligenza artificiale chiamato Fiber-Sort. Questo sistema apprende dai lavoratori e interagisce con gli addetti, combinando precisione e velocità nella selezione dei materiali.

Tuttavia, i responsabili del progetto avvertono che il trattamento del fast fashion rappresenta ancora una sfida, soprattutto alla luce delle nuove normative europee che promuovono una maggiore ecosostenibilità. Queste includono la raccolta differenziata dei tessili, la responsabilità estesa del produttore e il passaporto digitale dei prodotti. L’innovazione tecnologica, comprese le tecniche di riciclo chimico e meccanico avanzato, è fondamentale per migliorare il recupero di materiali complessi come l’elastomero.

Il progetto è stato realizzato in 24 mesi grazie alla collaborazione tra Plures, il Comune di Prato, associazioni di categoria, sindacati e Next Technology Tecnotessile come partner scientifico e tecnologico. I finanziamenti pubblici per l’iniziativa comprendono 900.000 euro dal PNRR e un credito d’imposta di 850.000 euro dal piano Industria 4.0.

Il piano prevede un periodo di collaudo di sei mesi, con l’obiettivo di raggiungere la piena capacità operativa entro il 2028. Questo investimento fa parte del piano industriale 2025-2029 di Plures, che prevede interventi per un totale di 2,5 miliardi di euro nei settori ambiente, energia e servizio idrico.

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Autore di Giornale Energia.

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