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Stellantis Mirafiori e Pomigliano
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Stellantis Riapre Mirafiori e Pomigliano: Obiettivo 300.000 Auto nel 2026

admin - - 3 min lettura

In Breve

Qual è l'obiettivo di produzione di Stellantis in Italia per il 2026?
L'obiettivo di produzione di Stellantis in Italia è di circa 300.000 autovetture nel 2026.
Quali misure sono state adottate a Pomigliano?
A Pomigliano è stato attivato un contratto di solidarietà per tutti i 3.750 addetti.
Cosa chiedono i sindacati per Mirafiori?
I sindacati chiedono un secondo modello e investimenti per raddoppiare la capacità produttiva di Mirafiori.

Stellantis ha ufficialmente riattivato le produzioni negli stabilimenti di Mirafiori e Pomigliano, segnando un passo significativo nel recupero del mercato automobilistico italiano ed europeo. L’azienda ha fissato un obiettivo ambizioso di circa 300.000 autovetture da produrre in Italia entro il 2026.

La riapertura dello stabilimento di Pomigliano avviene in un contesto di contratto di solidarietà che coinvolge tutti i 3.750 addetti. Questa misura è stata necessaria a causa del lieve calo nei volumi di produzione della Fiat Panda, che, pur rimanendo il modello più venduto in Italia, ha visto una diminuzione della domanda. Inoltre, la produzione dell’Alfa Romeo Tonale è stata ridimensionata, in attesa del lancio di un nuovo C-SUV destinato allo stabilimento di Melfi.

Per quanto riguarda le Carrozzerie di Mirafiori, non è prevista cassa integrazione, ma l’assemblaggio si trova di fronte a un obiettivo di 100.000 vetture, fissato dopo il lancio della Fiat 500 ibrida. Tuttavia, questo traguardo appare attualmente difficile da raggiungere. I minori volumi di produzione sono stati gestiti attraverso periodi di chiusura più prolungati, suscitando preoccupazioni tra i sindacati e le istituzioni locali.

I rappresentanti sindacali hanno sottolineato l’urgenza di introdurre un secondo modello per Mirafiori e di investire per raddoppiare la capacità produttiva, attualmente limitata a 100.000 unità annue. La Fim ha avvertito che, per raggiungere volumi adeguati sulla Fiat 500, sarà necessario operare a pieno regime su due turni fino a dicembre, a condizione che le condizioni di mercato lo consentano.

Pomigliano, che già dispone di due linee produttive, ha visto confermato un programma industriale che prevede lo sviluppo di tre modelli elettrici in Italia. È stato annunciato l’avvio delle attività nell’area dedicata alla nuova piattaforma E-car, rappresentando il primo passo operativo di questo piano di sviluppo.

Per quanto riguarda il futuro della Fiat Panda, i sindacati hanno chiesto chiarezza su dove sarà sviluppata la nuova generazione dopo il 2028-2030. La conferma di Pomigliano come sede per il modello storico sarebbe cruciale per la stabilità del sito campano, di fondamentale importanza per l’occupazione locale.

Stellantis ha anche evidenziato la necessità di mettere in sicurezza lo stabilimento di Cassino, esplorando possibili partnership con produttori cinesi come Dongfeng o Leapmotor. Inoltre, il completamento del piano di rilancio per i marchi Alfa Romeo e Maserati rimane tra le priorità del gruppo.

Lo stabilimento di Melfi ha ripreso le attività, ma continua a subire fermi e linee intermittenti a causa di carenze di componenti. La Fim Basilicata ha richiamato l’attenzione sull’importanza di risolvere rapidamente le criticità nella catena di approvvigionamento, per evitare impatti negativi sulla produzione e sull’occupazione.

In conclusione, i sindacati insistono sulla necessità che la ripartenza dei nuovi modelli si traduca in una continuità produttiva, crescita dei volumi e maggiore stabilità occupazionale, contribuendo a rafforzare l’organizzazione dello stabilimento e dell’intera filiera dell’indotto.

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Autore di Giornale Energia.

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