In Breve
- Quali sono i principali passaggi regolatori per Ludoil?
- L'Antitrust ha deciso di non avviare un'istruttoria sull'acquisizione del 51% di Isab, e la commissione Golden Power ha dato il via libera.
- Qual è la capacità di raffinazione di Isab?
- Isab ha una capacità di lavorazione di circa 320mila barili al giorno, rappresentando quasi il 19% della capacità nazionale.
- Quali sono i principali nodi da affrontare dopo l'acquisizione?
- I nodi principali riguardano il rapporto con Trafigura, gli investimenti per la trasformazione in multi-energy, la sostenibilità finanziaria e il destino del 49% di Goi Energy.
Ad agosto 2026, Ludoil ha superato due importanti passaggi regolatori per acquisire il 51% di Isab, uno dei principali poli di raffinazione in Italia. Il 4 agosto, l’Antitrust ha deciso di non avviare un’istruttoria sull’acquisizione, ritenendola non idonea a ostacolare la concorrenza. Il giorno successivo, la commissione Golden Power ha dato il via libera all’operazione, seppur con alcune prescrizioni.
Questa acquisizione ha rilevanti implicazioni per il sistema energetico nazionale, considerando che il complesso di Priolo è il maggiore polo di raffinazione italiano, con una capacità di lavorazione di circa 320mila barili al giorno, pari a quasi il 19% della capacità nazionale. Inoltre, il sito dispone di 4 milioni di metri cubi di stoccaggio e di un impianto Igcc da 532 MW, impiegando oltre mille lavoratori diretti. La raffineria è considerata un’infrastruttura strategica per l’Italia.
Il primo passo operativo sarà il closing dell’acquisizione del 51%, che conferirà a Ludoil il controllo di Isab. Da quel momento, si apriranno quattro nodi decisivi per il futuro della raffineria e del settore energetico italiano.
Il primo nodo riguarda il rapporto con Trafigura, attuale partner di Isab fino al 2033. Isab è vincolata a Trafigura tramite un Master Supply and Offtake Agreement, in cui Trafigura fornisce greggio e acquista circa il 90% dei prodotti raffinati, limitando le vendite a terzi al 10%. Sarà fondamentale valutare se questo rapporto rimarrà invariato, verrà rinegoziato o progressivamente sostituito. Una risoluzione anticipata del contratto potrebbe avere conseguenze economiche significative, soprattutto considerando che Ludoil non dispone di una filiera interna di approvvigionamento di greggio.
Il secondo nodo è legato agli investimenti. Ludoil intende trasformare Isab in una piattaforma multi-energy, puntando allo sviluppo di HVO, SAF, bio-olio e biocarburanti avanzati. La raffineria ha già avviato un processo di co-processing, con l’obiettivo di raggiungere una capacità di 500mila tonnellate annue. Tuttavia, restano da definire i capex, i tempi, gli impianti coinvolti e le fonti di finanziamento necessarie per realizzare questa trasformazione.
Il terzo punto da considerare è di natura finanziaria. L’ingresso di Ludoil e la trasformazione di Isab rappresentano un salto dimensionale significativo. Tuttavia, il prezzo dell’acquisizione e la struttura finanziaria dell’operazione non sono stati resi noti, rendendo la sostenibilità dell’operazione una sfida centrale per l’azienda.
Infine, resta da decidere il destino del 49% di Isab ancora in mano a Goi Energy. Sebbene il 51% conferisca il controllo, l’accordo prevede una seconda fase con opzioni put e call sulla quota residua, il che potrebbe influenzare ulteriormente la strategia di Ludoil.
In conclusione, l’acquisizione di Isab da parte di Ludoil rappresenta un momento cruciale per il settore energetico italiano. Le decisioni che verranno prese nei prossimi mesi avranno un impatto significativo non solo sull’azienda, ma anche sull’intero panorama energetico del paese.
