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Leonardo Maria Del Vecchio
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Leonardo Maria Del Vecchio Richiede Indagine su Gestione di Delfin

admin - - 3 min lettura

In Breve

Cosa ha richiesto Del Vecchio ai revisori di Delfin?
Del Vecchio ha chiesto un'indagine sulla gestione del board di Delfin, evidenziando conflitti di interesse.
Quali sono le principali critiche sollevate da Del Vecchio?
Del Vecchio ha criticato il rifiuto di Delfin di fornire documentazione e l'atteggiamento incoerente del consiglio riguardo a operazioni di riacquisto.
Qual è la situazione legale di Delfin negli Stati Uniti?
Delfin è coinvolta in un'esposizione legale relativa a Brooks Brothers, con contestazioni e procedimenti ancora pendenti.

Il 29 agosto, Leonardo Maria Del Vecchio ha inviato una lettera formale ai commissari ai conti di Delfin, Fabio Scoyni e Lara Forte, chiedendo l’avvio di un’indagine su criticità nella gestione del board. Del Vecchio ha sollevato preoccupazioni riguardo a potenziali conflitti di interesse di alcuni consiglieri, in un contesto di crescente richiesta di trasparenza nella governance della holding, che detiene una quota significativa di EssilorLuxottica e partecipazioni in vari istituti finanziari.

Questa iniziativa è giunta dopo la rinuncia di Del Vecchio agli incarichi operativi legati a EssilorLuxottica, sottolineando il suo ruolo esclusivo di azionista. Nella missiva, egli ha richiesto una verifica indipendente nell’interesse di tutti i soci di Delfin, evidenziando il rifiuto sistematico della holding di fornire documentazione richiesta dai suoi consulenti, inclusi dettagli sulla composizione del patrimonio.

Tra le contestazioni, Del Vecchio ha menzionato un episodio specifico: l’ultima richiesta di informazioni, datata 3 luglio 2026, è stata respinta dal board. Inoltre, ha criticato l’atteggiamento del consiglio riguardo all’operazione di riacquisto delle azioni da parte degli eredi dei fratelli Luca e Paola, segnalando incoerenze nelle posizioni assunte dal board.

Un aspetto significativo della lettera è dedicato ai conflitti di interesse di alcuni membri del consiglio. In particolare, Del Vecchio ha richiamato l’attenzione sulla posizione del professor Mario Notari, coinvolto in una causa per compensi professionali contro eredi e legatari della famiglia, e oggetto di un procedimento per la sua rimozione dal board. Notari ha anche redatto un atto di rinuncia all’usufrutto di Nicoletta Zampillo, atto che è attualmente soggetto a contestazioni legali.

Inoltre, Del Vecchio ha sollevato dubbi sui ruoli sovrapposti di Romolo Bardin, sia in Delfin che in Cdv Holdings, una società legata a Claudio Del Vecchio, chiedendo chiarimenti su come il board abbia vigilato su potenziali conflitti di interesse.

Le preoccupazioni non si fermano qui. Del Vecchio ha anche criticato la partecipazione di Delfin in C.D. Holding, attraverso la quale la holding familiare è entrata in Ceramica Dolomite. Secondo quanto riportato, Delfin avrebbe investito 2 milioni di euro per una quota del 25% nel 2022, ma successivamente ci sarebbero state richieste di nuovo capitale e un peggioramento dei risultati rispetto al piano originario. Nel 2024, la perdita aziendale è quasi raddoppiata, raggiungendo 19,4 milioni di euro, e Del Vecchio ha contestato la mancanza di informativa ai soci riguardo a impegni assunti e modalità di monitoraggio dell’investimento.

Infine, la lettera mette in evidenza un’esposizione legale di Delfin negli Stati Uniti, relativa a Brooks Brothers. Secondo la documentazione pubblica, Delfin sarebbe coinvolta in un accordo tra azionisti dal 2016 e avrebbe detenuto circa il 7,5% della Class A equity al momento del fallimento nel 2020, con contestazioni e procedimenti ancora pendenti. Del Vecchio ha sottolineato di non essere mai stato informato riguardo a questa esposizione né a eventuali accantonamenti o passività potenziali nei conti di Delfin.

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Autore di Giornale Energia.

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