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Immagine rappresentativa della fuga di dati
Tecnologia

Fuga di dati: 220 milioni di record di viaggiatori esposti a causa di misconfigurazioni

admin - - 3 min lettura

In Breve

Cosa è successo con i dati dei viaggiatori?
Un archivio cloud ha esposto 220 milioni di record di viaggiatori a causa di misconfigurazioni.
Quali informazioni sono state esposte?
I dati esposti includono nomi, date di nascita, nazionalità e numeri di passaporto.
Chi ha scoperto la fuga di dati?
La scoperta è stata effettuata da ricercatori che hanno segnalato l'incidente alle autorità competenti.

Un grave incidente di sicurezza ha interessato un archivio cloud contenente dati sensibili di passeggeri e membri dell’equipaggio, esponendo circa 220 milioni di record creati tra gennaio 2017 e aprile 2026. La scoperta è stata effettuata da ricercatori che hanno identificato un cluster Elasticsearch accessibile attraverso un percorso cloud alternativo che utilizzava credenziali di default.

Questo archivio, composto da 29 indici e con una dimensione totale di circa 107 GB, sembra essere stato generato da un sistema di Advance Passenger Information System (APIS). I dati esposti includono informazioni personali identificabili, come nomi, date di nascita, nazionalità, numeri di passaporto e dettagli sui documenti di viaggio. Inoltre, sono presenti dati relativi a sesso, date di scadenza dei documenti, paesi di emissione, compagnie aeree, aeroporti di partenza, destinazione e transito, assegnazioni di posto e riferimenti bagaglio.

Nonostante le indagini, non è stato possibile identificare con certezza l’operatore del sistema. Tuttavia, l’infrastruttura è risultata ospitata in blocchi IP assegnati a Viettel e localizzata ad Hanoi. Tra i dati esposti, due indici principali contenevano rispettivamente 210.318.069 record di passeggeri e 10.465.631 record di equipaggio. Questo significa che l’archivio include informazioni su persone che hanno viaggiato da, verso o attraverso il Vietnam, con possibili ripetizioni per viaggi multipli.

Le nazionalità coinvolte sono varie e includono cittadini canadesi, cinesi, coreani e neozelandesi. Inoltre, l’archivio non è limitato a una singola compagnia aerea, ma menziona vettori operanti in Asia-Pacifico, Europa e Medio Oriente.

I ricercatori hanno segnalato la scoperta il 3 giugno alle autorità vietnamite, a diverse compagnie aeree interessate e al CERT nazionale. L’archivio è stato reso inaccessibile l’8 giugno, grazie agli sforzi coordinati dal team di sicurezza di Singapore Airlines, che ha coinvolto le parti interessate nel processo di contenimento.

Attualmente, senza un’analisi completa dei log e un’indagine forense, non è possibile determinare se attori malevoli abbiano avuto accesso ai dati o se li abbiano esfiltrati. Finora non sono emerse evidenze di vendita dell’archivio sul dark web, né rivendicazioni pubbliche da parte di gruppi di hacking.

Le misconfigurazioni di database e la scarsa visibilità sull’infrastruttura cloud sono state identificate come cause ricorrenti di fughe di dati. Cassius Edison, COO di Closed Door Security, ha evidenziato che la complessità delle tecnologie gestite e la mancanza di audit possono facilitare errori di configurazione. Ha raccomandato l’impiego di penetration test e verifiche di sicurezza indipendenti come misure preventive.

Il 2026 ha già visto altri gravi incidenti di esposizione di dati, tra cui centinaia di milioni di record da un fornitore di identità e oltre tre miliardi di record derivanti da un database MongoDB mal configurato. Questi eventi sollevano interrogativi sulla sicurezza dei dati e sull’importanza di implementare pratiche di gestione sicura delle informazioni.

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Autore di Giornale Energia.

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