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Stabilimento Cermed di Guspini
Imprese

Cermed di Guspini: crisi produttiva e mobilitazione per il futuro

admin - - 2 min lettura

In Breve

Perché Cermed ha sospeso la produzione?
Cermed ha sospeso la produzione a causa di elevati costi energetici e di trasporto, e della mancanza di gas metano.
Quali misure sono state attivate per i lavoratori?
Sono state attivate procedure per il concordato in bianco e la cassa integrazione guadagni straordinaria.
Qual è il termine per risolvere la crisi?
Il termine indicativo per ricomporre la situazione è stato fissato al 31 agosto.

Lo stabilimento di ceramiche Cermed, situato a Guspini e che attualmente impiega 120 lavoratori, ha ufficialmente sospeso le sue attività produttive. Questa decisione è stata presa in seguito a una serie di difficoltà economiche che hanno portato l’azienda a mettere in sicurezza gli impianti e il personale, avviando le procedure per il concordato in bianco e la cassa integrazione guadagni straordinaria per crisi aziendale.

La crisi che ha colpito Cermed è principalmente attribuibile agli elevati costi energetici e di trasporto, accentuati dalla mancanza di gas metano nell’isola. La maggior parte della produzione dell’azienda è destinata ai mercati esteri, e pertanto risente in modo significativo dei rincari legati al trasporto su gomma e marittimo, oltre agli effetti del sistema di scambio delle emissioni di CO2 (Ets).

In aggiunta, sono state segnalate limitazioni nell’operatività bancaria, che hanno ulteriormente complicato la situazione e ostacolato la prosecuzione delle attività produttive. In risposta a questa emergenza, è stata avviata una mobilitazione per la difesa del sito produttivo.

La Regione Sardegna ha già presentato la vertenza al Ministero competente e, a Guspini, è stata convocata un’assemblea pubblica che ha visto la partecipazione di amministratori locali e regionali. Gigi Loi, segretario regionale della Uiltec, ha sollecitato un rapido completamento delle procedure e ha chiesto un’accelerazione per la realizzazione del metanodotto, sottolineando l’importanza di coinvolgere i comuni e di adottare misure per garantire la continuità territoriale delle merci. Ha richiamato le amministrazioni a una «assunzione di responsabilità davanti a una vertenza di livello regionale».

Come termine indicativo per ricomporre la situazione è stato citato il 31 agosto, un periodo che potrebbe rivelarsi cruciale per il futuro dell’azienda e dei suoi lavoratori.

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Autore di Giornale Energia.

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