in X f YT
Immagine rappresentativa della controversia tra ricercatori e OpenAI sul problema di Navier–Stokes
Tecnologia

Contesa tra Ricercatori e OpenAI sul Problema di Navier–Stokes

admin - - 3 min lettura

In Breve

Qual è il problema di Navier–Stokes?
È uno dei sette problemi del Millennium Prize, riguardante l'esistenza e la regolarità delle equazioni fondamentali per la meccanica dei fluidi.
Chi sono i principali protagonisti di questa controversia?
Il professor Tristan Buckmaster della NYU e OpenAI sono al centro della disputa.
Qual è il ruolo dell'intelligenza artificiale in questa ricerca?
I ricercatori hanno utilizzato modelli di intelligenza artificiale come Codex e Claude per i loro progressi.

Il professor Tristan Buckmaster, matematico della New York University (NYU), ha recentemente annunciato importanti progressi sul problema di esistenza e regolarità delle equazioni di Navier–Stokes, uno dei più noti problemi aperti della matematica teorica. In collaborazione con il collega Levent Alpöge, Buckmaster ha utilizzato modelli di intelligenza artificiale, come Codex e Claude, per ottenere tre dimostrazioni e un risultato preliminare che potrebbero rappresentare una svolta significativa nella comprensione di queste equazioni fondamentali per la meccanica dei fluidi.

Subito dopo l’annuncio di Buckmaster, OpenAI ha pubblicato una dimostrazione completa del problema, rivendicando la scoperta grazie a un modello di prossima generazione non ancora rilasciato. Secondo OpenAI, il lavoro è iniziato il 1° settembre, ispirato da voci riguardanti soluzioni ai problemi del Millennium Prize, e ha generato un impressionante volume di output, pari a 300 miliardi di token, con un costo computazionale stimato di 22,5 milioni di dollari.

Il problema di Navier–Stokes è uno dei sette problemi del Millennium Prize, con un premio di un milione di dollari per la prima dimostrazione accettata. Nonostante la sua importanza, le equazioni rimangono scarsamente comprese in termini teorici, alimentando un dibattito accademico intenso.

Buckmaster ha sollevato preoccupazioni riguardo al fatto che OpenAI fosse a conoscenza dei progressi dei ricercatori prima della pubblicazione. Durante i contatti tra Buckmaster e OpenAI, la società avrebbe inizialmente affermato di avere già una dimostrazione pronta, seguita da risposte evasive riguardo alle tempistiche e al grado di contributo umano. I ricercatori hanno notato che l’approccio di Buckmaster e Alpöge, che prevedeva l’uso di una forza regolare, era poco esplorato da altri, suscitando sospetti sulla tempistica delle ricerche di OpenAI.

Alpöge, attualmente impiegato da Anthropic, ha dichiarato di non aver condotto questa ricerca per conto della sua azienda. Il lavoro dei due matematici si è basato su una combinazione di modelli, con un ampio utilizzo di Codex. Buckmaster ha anche rivelato che, durante le comunicazioni con OpenAI, gli sarebbe stato chiesto di rimuovere il riconoscimento per Alpöge come parte di un compromesso, con frasi attribuite a Bubeck come “Why would you ruin your career?” e “If you don’t want me to be nice, then I don’t have to be nice.”

La questione ha riaperto il dibattito sul ruolo dell’intelligenza artificiale nella ricerca matematica e sulle dinamiche competitive tra i laboratori scientifici. Buckmaster ha chiesto una maggiore trasparenza riguardo ai dettagli delle ricerche, suggerendo che la comunità scientifica debba riflettere su come l’IA possa influenzare i risultati e le scoperte nel campo della matematica.

In conclusione, la controversia tra i ricercatori della NYU e OpenAI non solo mette in luce le sfide legate alla ricerca matematica, ma solleva anche interrogativi etici sul modo in cui le aziende tecnologiche gestiscono i dati e le interazioni con i modelli di intelligenza artificiale.

admin

Autore di Giornale Energia.

Tutti gli articoli dell'autore →
Caricamento articolo successivo...