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Ex Ilva di Taranto
Energia & Politiche

Jindal conferma l’impegno per l’acquisizione dell’ex Ilva di Taranto

admin - - 2 min lettura

In Breve

Qual è l'impegno di Jindal riguardo all'ex Ilva?
Jindal conferma l'impegno per l'acquisizione delle aree a caldo e a freddo dell'ex Ilva, subordinato a specifici accordi.
Cosa prevede il decreto della Corte d'Appello di Milano?
Il decreto dispone la chiusura dell'area a caldo entro 90 giorni a causa di amianto e emissioni di polveri sottili.
Quali sono le prospettive di Flacks Group per l'ex Ilva?
Flacks Group ha presentato un piano per un nuovo complesso siderurgico, con una significativa riduzione delle emissioni di CO2.

Il gruppo Jindal ha ufficialmente confermato il proprio impegno per l’acquisizione del perimetro dell’ex Ilva di Taranto, comprendente sia l’area a caldo che quella a freddo. Tuttavia, l’operazione è subordinata alla definizione di accordi specifici, inclusa la realizzazione di un nuovo forno carbon free nel sito. Questa dichiarazione è giunta in seguito al decreto emesso il 27 luglio dalla Corte d’Appello di Milano, che ha disposto la chiusura dell’area a caldo entro 90 giorni a causa della presenza di amianto e delle preoccupanti emissioni di polveri sottili.

In risposta a questo provvedimento, il Governo italiano ha deciso di erogare ulteriori 100 milioni di euro all’azienda, attingendo dal plafond di 390 milioni di euro del prestito ponte autorizzato dall’Unione Europea. Questa misura, adottata tramite un decreto del Consiglio dei ministri, si aggiunge alle precedenti tranche di 149 e 100 milioni già concesse per garantire la continuità operativa dell’impianto.

Palazzo Chigi ha annunciato che il Consiglio dei ministri confermerà l’ulteriore tranche necessaria, in attesa del perfezionamento della cessione relativa all’area a freddo. È previsto un vertice a Palazzo Chigi che coinvolgerà ministri, commissari delle amministrazioni straordinarie e rappresentanti sindacali, con l’obiettivo di definire indicazioni sulla cessione a Jindal e sulla gestione della situazione dopo il provvedimento della magistratura.

Nel frattempo, il fondo americano Flacks Group ha rilanciato la propria candidatura per l’acquisizione, presentando un piano che prevede la creazione di un nuovo complesso siderurgico basato su forni elettrici, riduzione diretta del minerale e sistemi integrati per il trattamento di fumi e acque. Il progetto di Flacks prevede una crescita della capacità produttiva da 2,5 a 4,6 milioni di tonnellate, con una riduzione delle emissioni di CO2 superiore al 50% nella configurazione base e fino all’86% con l’impiego di idrogeno. Tuttavia, Flacks deve affrontare contestazioni riguardo alla mancata dimostrazione delle garanzie finanziarie richieste.

I presidenti della Regione Puglia, della Provincia di Taranto e il sindaco di Taranto hanno evidenziato l’importanza di una responsabilità condivisa e di una collaborazione istituzionale. Hanno chiesto al Governo di convocare un tavolo interministeriale per elaborare proposte che, nel rispetto delle decisioni della magistratura, tutelino la salute della popolazione e il futuro occupazionale dei lavoratori coinvolti.

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Autore di Giornale Energia.

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