In Breve
- Qual è l'obiettivo del progetto di Massimo Caputi?
- Rendere l'industria dell'ospitalità italiana più competitiva e meno vincolata da normative complesse.
- Cosa sono i contratti di filiera?
- Strumenti per incentivare progetti di investimento integrati tra vari attori del settore turistico.
- Qual è la visione per il turismo entro il 2030?
- Un turismo più destagionalizzato, competitivo, digitale e sostenibile.
Massimo Caputi, nuovo presidente di Federturismo Confindustria, ha avviato un ambizioso progetto per promuovere un’industria dell’ospitalità 4.0. L’obiettivo è rendere il settore turistico italiano più competitivo e meno vincolato da normative complesse, favorendo una crescita strutturale.
Il turismo in Italia mostra segnali positivi, con il 55% degli arrivi provenienti dall’estero, posizionando il Paese tra le mete più attrattive. Tuttavia, la crescita italiana è inferiore a quella di concorrenti come la Spagna, che ha registrato un incremento del 7%, mentre Roma ha visto un aumento del 4%. Questo divario evidenzia la necessità di un intervento strategico per consolidare il vantaggio competitivo dell’Italia nel settore turistico.
Caputi sottolinea l’importanza di accelerare gli investimenti in innovazione, sostenibilità e valorizzazione delle aree meno sviluppate. Attualmente, il 90% dei turisti visita solo il 10% del territorio, suggerendo che ci sono ampi margini per distribuire i flussi turistici e combattere il fenomeno dell’overtourism.
Una delle proposte chiave per migliorare la situazione è la semplificazione normativa. Le imprese del settore chiedono regole più chiare, tempi certi e un’amministrazione pubblica che supporti gli investimenti. Federturismo ha proposto l’adozione di un decreto di semplificazioni sul turismo a “costo zero”, mirato a superare la complessità delle normative esistenti.
Inoltre, i “contratti di filiera”, introdotti con la Legge di bilancio 2026, rappresentano uno strumento fondamentale per incentivare progetti di investimento integrati. Questi contratti mirano a collegare strutture ricettive, società di trasporto, imprese culturali e altri attori del settore, generando economie di scala e aumentando la competitività.
Per garantire l’efficacia dei contratti di filiera, è essenziale che le procedure siano semplici, con criteri chiari e tempi rapidi, evitando ritardi burocratici che in passato hanno ostacolato l’implementazione di progetti innovativi.
Federturismo propone che i contratti di filiera diventino uno strumento permanente, finanziato con almeno il 20% del gettito della tassa di soggiorno, che nel 2026 è previsto superare 1,4 miliardi di euro. Questo approccio permetterebbe di reinvestire parte delle risorse generate dal turismo per migliorare la competitività del settore.
Dal punto di vista strategico, il turismo è considerato una priorità industriale nazionale. Confindustria ha affidato la responsabilità del settore al vicepresidente Leopoldo Destro, il quale ha in programma di sviluppare strumenti finanziari innovativi e collaborazioni con enti come Cassa Depositi e Prestiti, attualmente poco coinvolti nel comparto.
La visione per il 2030 prevede un turismo più destagionalizzato, competitivo, digitale e sostenibile, capace di generare valore per le imprese, i lavoratori e i territori. Con queste iniziative, l’industria dell’ospitalità italiana potrebbe non solo recuperare terreno rispetto ai competitor, ma anche diventare un modello di riferimento a livello internazionale.
