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Microsoft e licenze software
Tecnologia

Microsoft in Lotta Legale per le Licenze Software: Sospensione al CAT e Appello alla Corte Suprema del Regno Unito

admin - - 3 min lettura

In Breve

Qual è la questione legale principale riguardante Microsoft?
Microsoft sta contestando la rivendita di licenze software perpetue e ha ottenuto una sospensione al CAT mentre prepara un appello alla Corte Suprema.
Cosa sostiene ValueLicensing nella sua causa?
ValueLicensing reclama 270 milioni di sterline, accusando Microsoft di limitare il mercato secondario.
Quali sono le implicazioni della decisione del CAT?
La decisione potrebbe portare a una causa collettiva che espone Microsoft a richieste per miliardi di sterline.

Microsoft ha ottenuto una sospensione estesa delle procedure al Competition Appeal Tribunal (CAT) mentre si prepara a richiedere il permesso di appellarsi alla Corte Suprema del Regno Unito. Questa decisione arriva dopo che l’azienda ha subito due sconfitte, sia al CAT che alla Court of Appeal, riguardo a una controversia sulla rivendita di licenze software perpetue.

Il contenzioso è stato avviato nel 2021 da JJH Enterprises, operante come ValueLicensing, che reclama 270 milioni di sterline, accusando Microsoft di aver inserito clausole contrattuali per limitare il mercato secondario e incentivare la migrazione verso Microsoft 365.

Il caso si basa sul principio di esaurimento del diritto di distribuzione stabilito dalla Corte di giustizia nel 2012 nel caso UsedSoft v Oracle, che afferma che la distribuzione di una copia di software perpetua esaurisce i diritti del venditore, anche se la copia è fornita tramite download.

Nel 2025, Microsoft ha cambiato la sua linea difensiva, sostenendo che Office non sia solo un programma, ma includa anche elementi creativi come icone e clip art, soggetti a diritti d’autore che impedirebbero l’esaurimento. Tuttavia, questo argomento è stato respinto dal tribunale.

Nel novembre 2025, il CAT ha deciso a favore di ValueLicensing riguardo a questioni preliminari di diritto d’autore. Il 7 luglio 2026, la Court of Appeal ha respinto all’unanimità gli appelli di Microsoft sia sulla giurisdizione del CAT che sulle conclusioni di diritto d’autore, evidenziando che la lettura proposta da Microsoft avrebbe portato a risultati paradossali, come la rivendita di software fornito su CD ma non della stessa versione scaricata.

Il CAT ha confermato limiti al mercato secondario, stabilendo che l’esaurimento si applica alla copia e non alla singola “seat”. Pertanto, non è possibile separare i diritti d’uso da una copia installata su un server per più utenti. La rivendita è ammissibile solo quando si tratta di copie o licenze indipendenti e il venditore ha cessato l’uso delle copie trasferite.

In attesa dell’esito della richiesta di autorizzazione alla Corte Suprema, il CAT ha sospeso parti del procedimento. Il presidente Justin Turner KC ha motivato la decisione come un bilanciamento tra il rischio di spese inutili se l’appello fosse ritenuto ammissibile e la necessità di evitare ritardi nel processo. Se la Corte Suprema rifiuterà il ricorso, il procedimento tornerà al tribunale con un processo previsto per il 2027.

Questa questione ha implicazioni che vanno oltre il singolo reclamo da 270 milioni di sterline. La conferma della capacità del CAT di decidere questioni di diritto d’autore necessarie per risolvere una controversia di concorrenza ha aperto la strada a una causa collettiva parallela promossa da Alexander Wolfson, che potrebbe esporre Microsoft a richieste per miliardi di sterline e coinvolgere fino a 2,7 milioni di membri.

Il caso si inserisce in un contesto di crescente attenzione regolatoria sulla transizione dalle licenze perpetue agli abbonamenti. Il 29 luglio 2026, l’Office of Competition and Markets Authority (CMA) ha avviato un’indagine di protezione dei consumatori riguardo al modo in cui Microsoft ha gestito il passaggio degli abbonati alle versioni Microsoft 365 Personal e Family. Questo dopo aver offerto Copilot e altre funzionalità gratuite per il resto del periodo contrattuale, per poi trasferire automaticamente gli utenti su piani a prezzo più elevato al rinnovo.

Per gli abbonati annuali, la versione con Copilot è stata proposta a 25 sterline in più l’anno rispetto al piano “Classic” a tempo limitato. La CMA ha dichiarato che l’indagine valuterà se i clienti siano stati indotti in errore, senza formulare accuse o trarre conclusioni definitive. Microsoft ha affermato che la fiducia dei consumatori è una priorità e che sta collaborando con l’autorità.

Separatamente, l’Australian Competition and Consumer Commission ha avviato un’azione in Federal Court sullo stesso tema delle modifiche ai piani Copilot e Classic, coinvolgendo circa 2,7 milioni di clienti. Questo quadro si colloca in un momento di maggiore vigilanza regolatoria transatlantica sulle pratiche delle grandi aziende tecnologiche, già segnato da sanzioni e inchieste a livello europeo e da tensioni commerciali con gli Stati Uniti.

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Autore di Giornale Energia.

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