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Ricostruzione della storia sismica
Energia & Politiche

PaleoBAYES e PaleoEcA: Innovazioni nella Ricostruzione della Storia Sismica

admin - - 2 min lettura

In Breve

Cos'è PaleoBAYES?
PaleoBAYES è un algoritmo open source sviluppato per stimare la magnitudo dei terremoti del passato.
Qual è la funzione del database PaleoEcA?
PaleoEcA raccoglie dati su paleoterremoti avvenuti negli ultimi 27.000 anni nell'Appennino centrale.
Come migliora la valutazione del rischio sismico?
Integra stime probabilistiche e considera le incertezze, migliorando la comprensione della storia sismica.

Un team di ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e della Southern University of Science and Technology (SUSTech) ha recentemente sviluppato un innovativo algoritmo open source, denominato PaleoBAYES, insieme a un database chiamato PaleoEcA. Questi strumenti sono progettati per ricostruire la storia sismica dell’Italia, risalendo a eventi precedenti all’era dei sismografi.

Il modello si basa su un approccio probabilistico che integra tre misurazioni geologiche fondamentali: il rigetto (ovvero lo spostamento della superficie), la lunghezza della rottura della crosta e l’età dell’evento sismico. A differenza delle stime tradizionali, PaleoBAYES associa a ciascuna misura la relativa incertezza, producendo così un intervallo di credibilità per ogni evento analizzato, piuttosto che una singola stima puntuale.

Il database PaleoEcA raccoglie informazioni su 44 paleoterremoti verificatisi nell’Appennino centrale negli ultimi 27.000 anni. Grazie a questo database, i ricercatori possono analizzare in modo più accurato la magnitudo di eventi sismici passati, tenendo conto del degrado temporale delle tracce sismiche. Infatti, la probabilità di preservazione delle tracce diminuisce con l’età, un fattore cruciale per la ricostruzione della storia sismica.

PaleoBAYES incorpora anche la distribuzione di frequenza delle magnitudo, come descritta dalla legge di Gutenberg-Richter. Per i 44 eventi studiati, l’incertezza al 95% nelle stime di magnitudo si attesta tipicamente nell’intervallo di ±0,3–0,7 unità. In un test condotto su eventi storici, il modello ha stimato la magnitudo del terremoto del Fucino del 1915 a M 6,83 ±0,13, un risultato coerente con le misurazioni strumentali e macrosismiche che indicano una magnitudo compresa tra M 6,7 e 7,0.

Un aspetto interessante dell’applicazione di PaleoBAYES nell’Appennino centrale è che le tracce geologiche osservabili tendono a campionare prevalentemente eventi di elevata intensità. I terremoti con magnitudo inferiore a circa 6,5 hanno una probabilità molto bassa di lasciare tracce che possano sopravvivere fino ai giorni nostri. Di conseguenza, il catalogo paleosismologico tende a rappresentare la coda estrema della distribuzione delle magnitudo, evidenziando l’importanza di considerare questi fattori nelle valutazioni di rischio sismico.

L’integrazione di PaleoBAYES con il catalogo PaleoEcA rappresenta quindi un passo significativo verso la transizione da stime deterministiche a valutazioni probabilistiche e riproducibili del rischio sismico. Questo approccio non solo migliora la comprensione della storia sismica, ma sottolinea anche la necessità di considerare la soglia di completezza e di propagare rigorosamente le incertezze, al fine di evitare distorsioni sistematiche nelle valutazioni di pericolosità.

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Autore di Giornale Energia.

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