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Scontro tra Uber e Waymo sui robotaxi
Tecnologia

Scontro tra Uber e Waymo: il dibattito sui robotaxi nel Distretto di Columbia

admin - - 3 min lettura

In Breve

Qual è il tema centrale del dibattito tra Uber e Waymo?
Il dibattito riguarda la legislazione sui veicoli a guida autonoma e i modelli operativi dei robotaxi.
Quali sono le posizioni di Uber e Waymo?
Uber propone un modello ibrido con conducenti umani, mentre Waymo sostiene il dispiegamento di veicoli autonomi senza limiti.
Quali sono le implicazioni della nuova legge proposta?
La legge potrebbe influenzare le normative sui veicoli autonomi in altre città e stati.

Il recente disegno di legge proposto per consentire test e operazioni commerciali di veicoli a guida autonoma nel Distretto di Columbia ha acceso un acceso dibattito tra due giganti della tecnologia: Uber e Waymo. Mentre Uber si oppone al testo, sostenendo la necessità di un modello ibrido che includa conducenti umani, Waymo difende il provvedimento come un passo fondamentale per garantire un dispiegamento sicuro dei veicoli autonomi.

Secondo Uber, il disegno di legge rischia di soppiantare gli autisti per servizio a chiamata, creando un monopolio de facto per i robotaxi. Javi Correoso, responsabile delle politiche USA di Uber, ha dichiarato che i robotaxi potrebbero generare congestione circolando vuoti e non offrire l’assistenza necessaria a persone anziane o con disabilità. Inoltre, ha citato stime secondo cui un veicolo autonomo potrebbe sostituire fino a quattro autisti.

Al contrario, Waymo sostiene che il provvedimento, presentato dal consigliere Charles Allen, garantirebbe un accesso equo al trasporto pubblico, senza limitare le opportunità per le aziende del settore. L’aggiornamento dell’Autonomous Vehicle Act del 2012 permetterebbe test senza conducente e operazioni commerciali senza operatore a bordo, delegando al Dipartimento dei Trasporti del Distretto (DDOT) il rilascio di permessi a sviluppatori che soddisfino requisiti specifici.

Tra le condizioni previste dal disegno di legge ci sono una copertura di responsabilità minima di 5 milioni di dollari e l’obbligo di segnalare i dati sugli incidenti entro 8 o 72 ore, a seconda che il veicolo faccia parte di una flotta commerciale o sia di proprietà privata. Inoltre, è prevista una tassa per i robotaxi di 0,15 dollari per miglio, il cui gettito sarebbe diviso tra il trasporto pubblico e programmi di riqualificazione per autisti di rideshare e taxi.

Il dibattito coinvolge una varietà di stakeholder, tra cui Tesla, Lyft, sindacati come i Teamsters e la SEIU, gruppi per i diritti delle persone con disabilità e think tank. È emersa anche una campagna anti-robotaxi promossa da un’organizzazione registrata a New York. L’esito di questo sviluppo normativo è osservato con attenzione, poiché potrebbe influenzare le scelte regolatorie in altre città e stati.

In risposta a queste dinamiche, Uber sta investendo e collaborando con oltre 30 sviluppatori di tecnologia AV, creando un’unità chiamata AV Labs per raccogliere e condividere dati di guida reale. Recentemente, l’azienda ha pubblicato un white paper che formalizza la proposta del network ibrido, descrivendo un modello in cui i consumatori possono scegliere tra veicolo autonomo o conducente umano.

Waymo, dal canto suo, ha affermato di non sostenere limiti sui tipi di rete e di essere aperta a chiarificazioni normative che consentano diversi modelli operativi. Tuttavia, i critici del modello ibrido avvertono che potrebbe rappresentare un tentativo di “cattura regolatoria”, sottolineando che imporre modelli di business non migliora necessariamente la scelta dei consumatori né la sicurezza stradale.

Questa disputa si inserisce in una relazione aziendale complessa: dopo una causa ad alto profilo nel 2017, risolta con un accordo, le due società hanno collaborato in test e integrazioni in app in alcuni mercati. Tuttavia, i rapporti si sono deteriorati di recente, con critiche pubbliche e tensioni che potrebbero estendersi anche a mercati internazionali.

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Autore di Giornale Energia.

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